Jazz Not Jazz
- Place of Publication: Palermo, Italy
- Language: Italian
- Date of Publication: 1993-1995
- Publishers: Instituto Siciliano per la Musica Jazz
- Subtitles: Trimestrale di cultura musicale del Novecento
- Type: Full Text
- Introduction by: Nicoletta Betta
“The variety of topics chosen and covered in the magazine is determined by the need to engage with the diversity of musical life in this century, both in Sicily and elsewhere, through essays (both historical and current), monographs, record and book reviews, discographies, bibliographies, and interviews” (“Editorial,” Year I, No. 0, December 1993).
Jazz not jazz was therefore created with the intention of counteracting the isolation of jazz in the musical landscape, facilitating its inclusion in contemporary musical language, with a veiled parallel to the island situation of Sicily. The principal contributors are Sebastiano Giacobello, Gianni Gebbia, Francesco Giambrone, and Gigi Razete.
In this regard, the magazine dedicates a series of historically well-documented articles to jazz musicians of Sicilian origin whose careers took place overseas, such as pianist and composer George Wallington/Giacinto Figlia, a native of Palermo who moved to New York, and singer Frankie Laine/Francesco Paolo Lo Vecchio, born in Chicago to a family from Monreale. Jazz not jazz also enhances the interdisciplinary perspective by investigating the relationship between jazz, literature, dance, and new media: in the series of articles “Global Village,” Gianni Gebbia profiles musicians who move between the boundaries of jazz and improvisation, experimentation, and minimalism, such as Terry Riley, Sakis Papadimitriou, Chris Cutler, and Bill Frisell. The contribution made to jazz by popular music, in particular Yiddish klezmer, is also explored. The last two issues of the magazine are dedicated to Italian Futurism, according to Giorgio Rimondi's interpretation, who argues that the Futurist movement was permeable to jazz aesthetics.
“La varietà degli argomenti scelti e trattati nella rivista è determinata dalla necessità di entrare in relazione con la molteplicità della vita musicale di questo secolo sia in Sicilia che altrove, attraverso articoli di natura saggistica (sia storica che di attualità), monografie, recensioni discografiche e librarie, discografie, bibliografie e interviste” (“Editoriale”, Anno I n. 0, dicembre 1993).
Jazz not jazz nasce quindi con l’intento di contrastare l’isolamento del jazz nel panorama musicale, facilitandone l’inserimento nel linguaggio musicale contemporaneo, con un velato parallelo alla situazione isolana della Sicilia. In redazione e tra i principali collaboratori figurano Sebastiano Giacobello, Gianni Gebbia, Francesco Giambrone, e Gigi Razete.
A questo proposito, la rivista dedica una serie di articoli storicamente molto ben documentati su musicisti jazz di origine siciliana la cui carriera si svolse oltreoceano, come il pianista e compositore George Wallington/Giacinto Figlia, palermitano trapiantato a New York e il cantante Frankie Laine/Francesco Paolo Lo Vecchio, nato a Chicago da famiglia di Monreale. Jazz not jazz valorizza inoltre la prospettiva interdisciplinare indagando il rapporto tra jazz, letteratura, danza e nuovi media: nella serie di articoli “Global Village”, Gianni Gebbia profila alcuni musicisti che si muovono ai confini tra il jazz e l’improvvisazione, la sperimentazione, il minimalismo, come Terry Riley, Sakis Papadimitriou, Chris Cutler, Bill Frisell. Viene indagato il contributo dato al jazz dalle musiche popolari, in particolare il klezmer di cultura yiddish. Gli ultimi due fascicoli della rivista sono dedicati al Futurismo italiano, secondo l’interpretazione di Giorgio Rimondi, che argomenta la permeabilità del movimento futurista all’estetica jazzistica.