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Nerosubianco


Like Sismografo, Nerosubianco is also a magazine reserved for members of S.I.S.M.A. (Società italiana per lo studio della musica afroamericana), differing from the former in terms of content: in this case, it consists of extensive historical and critical essays, which include musical analysis, the study of historical documents, and the interaction between jazz and other artistic disciplines such as literature and cinema. Unlike academic scholars, writes Marcello Piras in the introductory editorial of the first volume, "we scholars of African American music, in the last century, have not remained outside the world. Popular and dance music, which is entirely derived from jazz and blues, is by no means unknown to us. Nor is European classical music."

The complete independence of the publication in all its phases, from editing to printing, is considered an indispensable condition for guaranteeing freedom of content, since, to quote from the same editorial, “in capitalist society, whoever pays the piper calls the tune. A distributor may appear mellifluously interested in the product, but as soon as he has taken control of the mechanism with a nice signed contract, he can begin to make his observations.” The main contributors are Marcello Piras, Michele Mannucci, Roberto Colombo, and Claudio Lo Cascio.


Al pari di Sismografo, anche Nerosubianco è rivista riservata ai soci della S.I.S.M.A. (Società italiana per lo studio della musica afroamericana), differenziandosi dalla prima per il taglio dei contenuti: si tratta in questo caso di ampi saggi di approfondimento storico e critico, nei quali trovano spazio l’analisi musicale, lo studio di documenti storici, l’interazione tra il jazz e altre discipline artistiche come letteratura e cinema. A differenza degli studiosi accademici, scrive Marcello Piras nell’editoriale introduttivo del primo volume, “noi studiosi di musica afroamericana, in quest’ultimo secolo, non siamo rimasti fuori dal mondo. La musica di consumo e da ballo, che è tutta figlia del jazz e del blues, non ci è affatto ignota. La musica eurocolta nemmeno”.

L’indipendenza completa della pubblicazione in tutte le sue fasi, dalla redazione alla stampa, è considerata condizione indispensabile per garantire libertà di contenuti, poiché, citando dallo stesso editoriale,  “nella società capitalista chi paga comanda. Un distributore può apparire mellifluamente interessato al prodotto, ma appena si sarà impadronito del meccanismo con un bel contratto firmato, potrà cominciare a fare le sue osservazioni”. In redazione e tra i principali collaboratori figurano Marcello Piras, Michele Mannucci, Roberto Colombo, e Claudio Lo Cascio.